Il giovane Strehler

La mostra “Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano”, ideata da Clarissa Egle Mambrini e organizzata dall’Associazione RI-NASCITA e dal FAI Giovani con la collaborazione del Comune di Novara, propone un percorso fotografico ispirato al saggio omonimo, pubblicato da Mambrini per Lampi di stampa (2013), con riproduzioni di immagini e documenti d’epoca ed esposizione di alcuni originali.

L’evento è organizzato in occasione del ventennale della scomparsa di Giorgio Strehler (25 dicembre 1997), regista e fondatore del Piccolo Teatro di Milano, e del settantacinquesimo anniversario del suo debutto alla regia, avvenuto a Novara con tre atti unici di Pirandello (24 gennaio 1943). Si ricorda inoltre che il 14 maggio 2017 si è celebrato un altro anniversario importante, il settantesimo compleanno del Piccolo Teatro, su cui la mostra si concluderà.

Il legame di Strehler e dell’altro storico fondatore del Piccolo Teatro, Paolo Grassi, con Novara nacque proprio durante la Seconda Guerra Mondiale grazie ad una serie di amici comuni e soprattutto grazie al giovane intellettuale novarese Egidio Bonfante, che portò sotto la cupola una serie di personaggi che avrebbero costruito la storia culturale dell’Italia. Prima degli spettacoli novaresi (oltre a quello di gennaio ne mise in scena uno a maggio del 1943), Strehler aveva sempre solo recitato: fu qui che si cimentò per la prima volta con quello che sarebbe stato poi il mestiere principale della sua vita, anche se l’“illuminazione” vera e propria su quello che avrebbe voluto fare “da grande” gli sarebbe arrivata due anni dopo in Svizzera.

Fu inoltre per «Posizione», la rivista dei G.U.F. novaresi, che Strehler scrisse tre memorabili articoli di argomento teatrale, segno tangibile di quanto fosse avanti rispetto ai tempi (e come lui diversi altri giovani artisti ed intellettuali dell’epoca) e di quale radicale cambiamento avrebbe portato la sua figura, insieme a quella di Grassi, nel teatro italiano. Bisogna infatti ricordare che prima che emergessero questi due personaggi e che venisse fondato il Piccolo Teatro in Italia il ruolo del regista era quasi del tutto inesistente (la parola “regista” comparve nella lingua italiana solo nel 1932).

Le esperienze novaresi di Strehler si vanno a collocare in un periodo molto fervido culturalmente per la nostra città, che vantava stagioni teatrali con grandi nomi e una vivacità intellettuale diffusa in diversi ambiti e soprattutto fra i giovani, come testimoniato anche dalle interviste rilasciate dallo storico e critico d’arte Raul Capra e dal compianto musicista Folco Perrino all’autrice del libro da cui trae ispirazione la mostra. Il 1943 vide inoltre un altro importante esordio, quello del direttore d’orchestra novarese Guido Cantelli sul podio del Teatro Coccia.